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Accademia di Musica "F. Gaffurio"

Stagione concertistica 2002-2003

Sabato 10 gennaio 2004
Salone dell'Accademia
Via Solferino 20, Lodi, Ore 21

Ensemble Il Fabbro armonioso
Mario Lacchini, flauto traversiere e barocco
Gian Marco Solarolo, oboe barocco
Claudio Frigerio, violoncello
Cristina Monti, clavicembalo

 
La Sonata da camera al tempo di Bach
Johann S. Bach  Trio BWV 584 in sol minore
Trio "di Telemann" n.8 BWV 586 in sol maggiore
Trio "di Haendel"  BWV 969  in sol minore
Johann S. Bach Sonata BWV 1032 in la maggiore
per flauto traversiere e cembalo obbligato
G. F. Haendel Triosonata V in sol maggiore
per flauto traversiere, oboe e basso continuo
Christoph Schaffrath Duetto in si bemolle maggiore
per oboe e cembalo obbligato
Georg Ph.Telemann 
Triosonata in mi minore da "Tafelmusik"
per flauto traversiere, oboe e basso continuo
 

L'Ensemble il "Fabbro armonioso" nasce dal proponimento di valorizzare e diffondere la letteratura cameristica con strumenti a fiato del XVIII secolo eseguita su strumenti originali. Il suo repertorio privilegia sonate di autori italiani e tedeschi e l'organico di base, che già offre accattivanti e poco frequentate sonorità, può ulteriormente arricchirsi grazie alla collaborazione con altri strumenti solisti (il violino e il flauto dolce), del continuo (la tiorba e il fagotto) e alla presenza della voce. I componenti dell'ensemble, formatisi in Italia e all'Estero con musicisti quali B.Kuijken, F.Theuns, M.Hantai, A.Bernardini, P. Dombrecht, Riccardi, R.Gini, L.Ghielmi e A.Alessandrini, svolgono da anni attività concertistica e singolarmente collaborano con alcuni tra i più importanti gruppi e orchestre barocche. L'ensemble, attivo dal 1992, ha tenuto concerti in tutta Italia per importanti Associazioni, suonando in suggestive sedi come la Chiesa di S.Maria della Pietà a Venezia, la Chiesa di S.Maria Maggiore ad Assisi, l'Oratorio di S.Paolo all'Orto a Pisa, Palazzo Butera a Bagheria, la Chiesa di S.Pelagia e la Cappella dei Mercanti a Torino, il Teatrino di Villa Reale a Monza, il Castello di Rovereto, la Chiesa di S.Maria a Portonovo, Villa Aldrovandi Mazzacorati a Bologna.
I componenti dell'ensemble hanno effettuato registrazioni radiofoniche per RAI Radio 3, la Radio Vaticana, la RTSI, la Radio spagnola 2 e incisioni discografiche per le case Stradivarius, Bongiovanni, Ricordi, Tactus, Nuova Era, Agorà e altre.

Il programma del concerto è dedicato ai più rappresentativi autori del barocco tedesco: J.S. Bach, G. F. Haendel e G. Ph. Telemann. Di Bach vengono presentate la sonata in la maggiore BWV 1032 ed alcuni trii organistici. La sonata in la maggiore, insieme all'altra sonata per flauto e cembalo obbligato (in si minore, BWV 1030), ci è pervenuta attraverso il manoscritto autografo, e sono entrambe databili intorno al 1736. Anche qui il primo tempo è in stile concertante, ma purtroppo ne sono andate perse 46 battute. Bach aveva infatti utilizzato per scriverla i tre righi rimasti liberi in fondo ai fogli su cui aveva composto il concerto per due clavicembali in do minore BWV 1062. Una volta separate le due opere, alcune strisce sono mancate all'appello. Tra le tante ricostruzioni moderne ne abbiamo scelta una delle più riuscite. Bach, purtroppo, non scrisse nulla espressamente per un organico come quello proposto in questo concerto: gli esecutori hanno così deciso di recuperare alcune trascrizioni di opere cameristiche appartenenti ad autori coevi (tra cui Haendel e Telemann), che Bach riadattò per uno strumento a tastiera. Questi lavori conservano l'impianto del trio originale, e, attraverso l'intervento del compositore tedesco, guadagnano in spessore e qualità.
All'interno della ricca produzione strumentale di Haendel, un ruolo importante è occupata dagli strumenti a fiato: l'oboe e il flauto traverso in particolare. La sonata in trio HWV 384 in sol maggiore presenta, come molte altre, la struttura della sonata da chiesa in quattro movimenti. E' un'opera giovanile databile intorno al 1705.
Il trio di Telemann appartiene alla seconda produzione della Tafelmusik (ca.1733): musica domestica per tutti e ad  uso di tutti. E' la musica della borghesia illuminata, alla ricerca di una propria cultura, svincolata dalle speculazioni dell'aristocrazia.  Telemann non ricorre né alla protezione di un mecenate, né alle cure di un editore: si incide da sé le lastre e si garantisce il recupero delle spese tramite una sottoscrizione (tra i sottoscrittori figura anche Haendel). Tra le tante combinazioni strumentali delle tre produzioni non manca quella traversiere/oboe. Telemann è l'autore che ha lasciato più lavori per questo organico.
Con Ch. Schaffrath si esce invece dal barocco. Autore di corte, a lungo al servizio di Federico il Grande e poi della principessa Amalia di Prussia, Schaffrath è un tipico rappresentante dello stile galante. Il duetto presentato è una delle rare sonate settecentesche scritte per oboe e cembalo obbligato.

 

Ingresso libero

 

Stagione concertistica 2003-2004

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