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Accademia di Musica "F. Gaffurio"

Stagione concertistica 2002-2003

Sabato 13 dicembre 2003
Salone dell'Accademia
Via Solferino 20, Lodi, Ore 21

Michele Di Toro
pianoforte

Ricercando tra Bach e Keith Jarrett

"To Play with the music”

J. S. BACH     Fantasia in La minore BWV 904
J. S. BACH
T. MONK   
dal I° libro del “Clavicembalo ben temperato”
Preludio in Mi bemolle minore n. 8 
“Round midnight”
W. A. MOZART Sonata K. 332 in Fa maggiore: Allegro
Over the Rainbow - Blues in F - Over the Rainbow
W. A MOZART – M. DI TORO Parafrasi sulla “Marcia Turca”
F. CHOPIN Notturno op. 9 n.
improvvisazione jazz sul tema
F. CHOPIN  Scherzo op. 31 n. 2
A. BERG Sonata op. 1
K. JARRETT  dal “Köln concert”
Memories of tomorrow

Ingresso libero                            

 

Michele Di Toro, diplomato nel 1995 sotto la guida del M° Furno presso il Conservatorio “L. D’Annunzio” di Pescara con il massimo dei voti, la lode e la menzione speciale. Ha partecipato a numerosi concorsi nazionali ed internazionali, classificandosi sempre nei primi posti: nel luglio 2000 ha ottenuto il 3° premio al concorso Internazionale “Astor Piazzolla” di Castelfidardo. Ha seguito corsi di perfezionamento pianistico e seminari con importanti docenti fra i quali il M° M. Crudeli , conseguendone il “Diploma d’execution” presso l’Ecole Normale de Musique “A. Cortot” di Parigi, rilasciatogli all’unanimità. 
Nel contempo ha svolto intensa attività concertistica sia come solista che in varie formazioni musicali cameristiche per importanti Associazioni Musicali. La su versatilità lo ha indirizzato ad approfondire gli studi in campo jazzistico con musicisti di grande rilievo come G. Cables, J. Owens, C. Brown, ottenendo in proposito l’invito personale di Lino Patruno ad inaugurare la VI edizione del Festival Internazionale di Mosciano Sant’Angelo (Te) denominata “Oh Jazz Be Good”, dove ha interpretato musiche di Zez Confrey, in prima esecuzione assoluta per la registrazione dal vivo del relativo CD.
E’ stato anche docente alla Scuola Civica Musicale di Vasto (Ch). Ha effettuato una torunée in Gran Bretagna , ospite della città di Oxford e Swansea. Nel maggio 2001, ha registrato un disco a proprio nome in trio con S. Bagnoli e L. Sabatini.Musicisti affermati, come L. Invernizzi , P. Tomelleri, V. Castelli, W. Ganda, F. Cerri, T. Ghiglioni lo invitano sovente a suonare con loro. Ha anche collaborato con la nota “Milano Jazz Gang” e suonato con M. Moriconi e M. Manzi. Nell’agosto 2001 ha vinto il Premio Internazionale per pianisti jazz “F. Guida” ricevendo un premio speciale per la migliore esecuzione di un brano d’obbligo composto dallo stesso Guida. Recentemente è divenuto docente presso l’Associazione Musicale “Alban Berg” di Milano; sta tuttora perfezionandosi presso i Civici Corsi di Jazz di Milano, diretti da E. Intra e F. Cerri. Si esibisce in numerose formazioni sia classiche che jezzistiche. Ama e predilige esibirsi in performance di piano solo e di Trio.
 

Il suo impegno attuale è di ricercare nel vasto patrimonio classico ogni possibile spunto atto a sviluppare e possibilmente arricchire la propria musica jazz in ogni direzione ed aspetto, cioè armonia, ritmo e suono. E’noto che ai compositori più universalmente appezzati in entrambi i campi musicali, venga riconosciuto un merito preminente: ad esempio, in Bach come in Bud Powell risalta lo studio del contrappunto; in Bartok e Strawinski come in Bill Evans si evidenzia la ricerca armonica e così via. Altri aspetti evidenti per la classica sono l’organizzazione dei pezzi di Bach e di Handel, il modo dei romantici come Chopin, la ricerca armonica del suono degli impressionisti come Debussy, Ravel, nonché altri come Strawinski e Scriabin. Per il jazz, le cui radici affondano nella musica africana e nel successivo giro armonico del blues, sono particolarmente evidenti il tempo rag-time tradizionale di Scott Joplin; lo stride (o lunghezza del passo) di Jelly Roll Morton, Fats Waller e Art Tatum; lo spostamento degli accenti sul tempo di Lenny Tristano; la cura delle introduzioni e dei finali di Keith Jarrett. Quindi il jazz che Michele di Toro suona e compone si è formato approfondendo la conoscenza di tutto quanto sopra, che comunque ha una tale vastità da fare intravedere un lungo cammino allietato da panorami mutevoli, sempre nuovi e quindi apprezzabili per gli ascoltatori, come lo stesso pezzo che lui suona ogni volta in modo diverso

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Stagione concertistica 2002-2003

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